Ac Lebowski - Lebowski - Olimpia Fi 0 - 4

Lebowski - Olimpia Fi 0 - 4

29 Novembre 2006

Un anomalo tepore preinvernale accoglie l' ingresso in campo dei giocatori. La Lebowski sfida in casa una delle rivelazioni di questo campionato, quell' Olimpia che staziona saldamente tra i primi posti in classifica. Alla partenza i ragazzi di Mister Tempesti riducono sul campo il divario di punti che divide le due squadre; il centrocampo è domato bene anche grazie al ritorno di Durocoroni, che protegge bene l' azione di Montelatici. Davanti le due punte fanno molto movimento riuscendo però raramente a rendersi pericolose. Bomber Furi e Lapo, il nuovo gioiellino di questa Lebowski semirivoluzionata, devono ancora integrarsi al meglio; i piedi e i polmoni ci sono in abbondanza, il resto verrà da se. Pur se sotto la pressione degli avversari la porta di Bruno corre pochi pericoli, fino a che l' arbitro, passati una manciata di minuti, 8 per la precisione, decide di fischiare l' ennesimo dubbio rigore contro i grigioneri, sanzionando un'entrate di Lammirato dentro l' area di rigore. Borghi si incarica della battuta e realizza spiazzando Bruno. Colpiti nel morale i ragazzi del Lebowski accusano il colpo e concedono di più all'Olimpia che raddoppia così al 25' . Punizione da 30 metri , passaggio corto per la corrente Borghi che, lasciato colpevolmente solo dalla difesa di casa, colpisce indisturbato di piattone destro insaccando al sette. Il primo tempo si conclude con l'unica azione pungente dei grigioneri che portano Pioggia a tu per tu con Ponticello, che si supera spedendo il tiro del "pendolino" di casa in angolo. Il thè caldo dell' intervallo non porta consiglio alla squadra di casa che vittima anche del prematuro k.o di bomber Furi soffre più che nel primo tempo. Da segnalare una pericoloso bordata su punizione dai 30m di Lapo, che Ponticello respinge a pugni chiusi. L' Olimpia calerà prima il tris e infine il definitivo poker con due belle conclusione dal limite dell' area. Una brutta sconfitta per la Lebowski , che è apparsa una lontana parente della squadra che aveva infiammato gli animi dei tifosi nella precedente sfida di Barberino.

L' EDITORIALE    

Certo non vogliamo con queste poche righe esentare i ragazzi di Mister Tempesti dalla giusta lavata di testa che il tecnico ha sicuramente riservato per loro. Non vogliamo neanche premiare la visione di chi scarica su altri, non specificati soggetti le colpe di una brutta sconfitta. Non vogliamo fare niente di tutto ciò; vogliamo altresì manifestare la nostra perplessità davanti alla scelta di mandare a dirigere le spesso difficili sfide del Paganelli, arbitri facilmente influenzabili dalle reazioni ambientali. Avevamo già manifestato la nostra singolare teoria dei condizionamenti ambientali nel precedente articolo; e torniamo con forza a proporla ora che continuiamo ad osservare la sua applicazione concreta. Il Sign. Brogioni sicuramente in buona fede, ha fatto rivedere molti dei comportamenti osservati nel suo collega durante sfida di Barberino. Senza scomodare altisonanti e già corrose teorie sui possibili condizionamenti arbitrali verso i colori bianconeri, non possiamo non rilevare che i 6 punti che mancano dalla classifica della Lebowski sono rimasti un punticino alla volta nei fischietti dei rispettivi giudici delle ultime due sfide di campionato. Se si deve fischiare un penality un po' dubbio è sicuramente più facile fischiarlo contro l'unica squadra del campionato guidata da ragazzi; anziché sfidare la sorte e fischiarla contro dirigenze che protesteranno con forza fino allo sfinimento durante tutta la settimana, scomodando paroloni e lettere di diniego. Forse anche noi presi dalla foga ci stiamo infangando in ragionamenti che non ci appartengono. Ai Lebowski la pioggia e il fango scivolano via silenziosi dopo una doccia; e la volta dopo li vedi ancora lì pronti a combattere e uniti come sempre. Gli obbiettivi sono sempre quelli, sperando di interpretare le mille menti della squadra: divertire e combattere. E questo i grigioneri faranno finchè qualcuno fischierà il calcio d'inizio.

Niccolò Di Vito