Ac Lebowski - Sp.Barberino - Lebowski 3 - 1

Sp.Barberino - Lebowski 3 - 1

20 Novembre 2006

La trasferta del Mugello ha il classico sapore delle gite fuori porta: il paesino desertico e disabitato, il campo verde smeraldo e il sole che si gode il meritato riposo domenicale e si assenta per tutto il pomeriggio. I presupposti ci sono tutti per assistere ad una grande partita. Se si considera poi che la distanza non è mai stato considerato un problema per i magnifici tifosi Lebowski, che raggiungono in massa i loro begnamini anche in quel di Gabbiano, siamo a posto. MA C' E' UN PROBLEMA!!

Lo stesso giorno infatti che tutto questo avviene: la mamma del giovane "Gianluigi" ( il nome è prestato all' articolo in ossequio della privacy ) si scorda di riempire il paniere del figlio con la solita ghiotta crostata di lamponi; il povero, accortosi del disguido quando ormai è troppo tardi, ci rimane molto male e dalle sue rubiconde gote paffute cominciano a scendere copiose le lacrime. Ma si deve fare forza, ormai è un ometto e poi tra pochi minuti deve arbitrare un' importante partita di calcio. E' la prima volta che arbitra tutto da solo e ha paura di fare qualche errore, così fa un grosso respirone e si dà forza. Dopotutto lui ha sempre giocato a fantacalcio con gli amici e da quando ha l' età della ragione non si perde una puntata del Processo di Biscardi; che sarà mai arbitrare una partitella. Ecco è arrivato il momento, ci siamo: la partita ha inizio.

Quella che segue è la cronaca triste e sfortunata di una squadra di leoni che in terra straniera ha combattuto contro gli avversari e non solo per agguantare una vittoria.

Il Lebowski scende spavaldo sul terreno di gioco; orfano per ancora qualche tempo dei suoi incontristi di ruolo è costretto al sacrificio di Furi arretrato a centrocampo. Il bomber grigionero non fa una piega, ringhia e combatte su tutti i palloni: fa quello che fa in ogni partita, solo lo fa qualche metro più indietro. Ed è proprio il centrocampo l' arma in più di questa bizzarra Lebowski che domina incontrastata la sezione mediana del campo con azioni rapide e di ampio respiro che portano spesso e volentieri le due ali Pioggia e "Ino" a lunghe sgroppate solitarie. Le due punte si amalgamo alla perfezione e fanno vedere buoni movimenti e deliziosi tocchi di prima. Sulla destra gli avversari spingono molto, ma Mazzoni fa buona guardia. Il primo tempo fila velocemente, fino a che Gianluigi ha una trovata eccezionale. Stanco e annoiato di correre di qua e di là dal campo decide di fare una pausa; ma come fare..? Ecco questa è l' azione giusta: cross dalla destra, Carmine interviene da un metro con una parte esterna del braccio RIGORE.

I giocatori del Lebowski si riversano intorno al povero Gian per chiedere delucidazioni, ma questo non si fa intimidire e con un lampo di genio risolve il problema: " Mi dispiace, ma ormai l' ho dato!". Lo stratagemma funziona i grigioneri basiti non sanno cosa rispondere e si allontanano frastornati. Il rigore porta il vantaggio degli avversari, ma non la resa dei grigioneri, che con rabbia e orgoglio costringono i padroni di casa sulla difensiva, fino a che il pressing di Lapo su un difensore arretrato, fa carambolare la sfera trai piedi di Andrea, che non ci pensa due volte: salta due uomini, poi tre, aspetta l'uscita del portiere e lo infila con uno splendido tocco sotto. GOAL, pareggio, fine primo tempo e tutto da rifare per i padroni di casa.

Commentare il secondo tempo è triste per chi scrive; in questi casi sarebbe meglio spendere epiteti e tanto inchiostro sulle magie di Lapo, sulle sgroppate del Lomo o sugli splendidi duetti a centrocampo tra Furi e Montelatici. Ma, il secondo tempo della partita di Sabato non è questo, non è niente. E' il racconto angosciato della follia di un arbitro, che buttato in una sfida più grande di lui, sceglie di prendere decisioni ambientali: osservare cioè ad ogni fallo di gioco la reazione ambientale dei giocatori e scegliere di conseguenza. Gli avversari in questo sono maestri e guidano di conseguenza la partita a loro piacimento. E così si arriva al secondo rigore concesso. Non spenderemo energie per raccontarvi fatti che in realtà non sarebbero dovuti accadere, il rigore, il vantaggio, l' allungo a pochi minuti dalla fine. No, spenderemo le ultime energie di questo articolo per ricordarvi la forza e l' orgoglio dei ragazzi grigioneri, che pur colpiti nel morale e affossati dal risultato escono a testa alta dal campo. Orgogliosi della prestazione, con la mente alla partita del prossimo sabato, o forse al bicchiere di vino di quella sera. Si perché ci vuole ben altro per uccidere lo spirito della Lebowski.

Come abbiamo già scritto in un fortunato articolo del passato: La lebowski si spezza, ma non si piega.

Niccolò Di Vito